Racconti dai corsi di scrittura creativa

 

A mo’ di prefazione 

di Andrea Di Gregorio

 

Si può insegnare a scrivere?
Ma, domanda ancora più importante: si può imparare a scrivere?
Devo confessare che un’idea della risposta già ce l’avevo, sulla scorta di un’esperienza ormai quasi ventennale di insegnamento della scrittura creativa, ma i tre corsi che ho tenuto a Brescia tra l’autunno del 2017 e la primavera del 2018 me l’hanno confermata una volta di più: sì, decisamente sì. La scrittura narrativa si può insegnare, a scrivere si può imparare, e i risultati sono spesso sorprendenti.

In tre corsi diversi, tra la fine del 2017 e la primavera del 2018, venticinque persone si sono messe in gioco – più di quanto all’inizio non pensassero, perché scrivere è impegnativo e anche un po’ destabilizzante – e, con l’ascolto, la lettura, la discussione, il confronto e l’esercizio sono riuscite, a poco a poco, a entrare in un mondo che in parte possedevano già senza però esserne consapevoli.

Perché ognuno sente dentro di sé la spinta, direi l’istinto di raccontare e di evocare o creare ex novo mondi nuovi – fuori e dentro di sé. E ognuno ha certamente qualcosa di unico e originale da esprimere, anche perché ognuno vive una vita unica e inimitabile. Ma, al tempo stesso, scrivere richiede la conoscenza di forme e strutture, di dinamiche, di modelli e soluzioni. Richiede il confronto con gli altri scrittori e le loro opere e, cosa fondamentale, con i lettori, per capire se si sta andando nella direzione giusta, se si sta procedendo alla ricerca della propria individualità, del proprio stile e di una spontaneità che – potrà sembrare paradossale, ma non lo è – si raggiungono con molto impegno e costanza e solo alla fine di un lungo tirocinio. 

Questo è, in fondo, quello che si fa in un corso di scrittura – o, almeno è quello che mi propongo io, nei miei corsi. E credo che i risultati già si vedano, in questa raccolta di racconti brevi, brillanti, variegati, spesso imprevedibili. 

Troverete toni ironici e sentimentali, racconti di formazione e tranche de vie, momenti onirici e surreali accanto a squarci di letteratura verista, contaminazioni con le arti figurative, piccoli romanzi storici e racconti di fantascienza. E questo significa che ognuno sta seguendo la sua ispirazione interiore e la rafforza con le letture, con l’esercizio, approfondendo la tecnica e conoscendo meglio anche sé stesso. Perché l’obiettivo di un corso di scrittura creativa è permettere a ciascuno di scrivere come veramente vorrebbe di ciò che veramente gli interessa. 

Voglio concludere questa breve premessa con un’osservazione. Non tutti coloro che hanno seguito i corsi hanno deciso di inviare un loro racconto, e vi assicuro, io che li ho letti, che non erano per nulla inferiori a questi che leggerete. L’hanno fatto perché forse non si sentivano ancora pronti, o forse per rimandare a un altro momento il debutto. 

Ho apprezzato questa modestia, non meno della baldanza di chi, invece, ha deciso di pubblicare. Ognuno deve seguire quel che ditta dentro perché ugualmente è questo uno degli obiettivi di un corso di scrittura creativa: metterti di fronte a un’arte complessa, darti gli strumenti per affrontarla e, al tempo stesso, darti la libertà di usarla come davvero vuoi. 

Buona lettura!