Consiglio di Ottobre II

Di Blade Runner 2049 si è già detto tanto e tanto ancora si dirà. L’auspicio è che il tutto non si riduca a mero hype.

Un sequel spesso crea sospetto, soprattutto se il predecessore ha assunto, nel tempo, una levatura da cult movie. Ma questo arriva 35 anni dopo, per mano di un regista oggi cinquantenne, Denis Villeneuve, che, guadagnatosi la fiducia sul campo, ora si gioca le sue carte maneggiando una pericolosa lama a doppio taglio.

Il Blade Runner di Ridley Scott ebbe una gestazione complicata, fu tiepidamente accolto dalla critica e riportò incassi relativamente modesti. Poi fu masticato, ingerito e assimilato, ma tutto molto lentamente. E oggi, per ragioni che continuano ad essere indagate, è considerato un vero e proprio classico, apprezzato da addetti ai lavori e non, da molti ritenuto un capolavoro e, più in generale, un fermo punto di riferimento culturale.

Con questi presupposti, misurarcisi può sembrare un’operazione ardimentosa, se non addirittura sfrontata.

Verrebbe da chiedersi perché?

Se cercate una risposta non vi resta che andare e vedere il film. Possibilmente privi di pregiudizi e di aspettative. E senza cedere alla tentazione di lasciarsi andare a recriminazioni nostalgiche e sterili paragoni.

D’altronde, nella storia, anche Deckard e Los Angeles hanno trent’anni in più…

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